Cisterna di Latina nella Storia

image Le origini di Cisterna sono molto antiche e risalgono al IX secolo a.c. Purtroppo non esistono molti reperti che possano tutt’ora rendere testimonianza del nostro passato, in quanto Cisterna è sempre stata ubicata al confine della palude pontina. Infatti il confine con la palude pontina si spostava, per ragioni climatiche, nel corso dei decenni e dei secoli e si rendeva pertanto necessario abbandonare l’abitato invaso dall’acqua per ricostruirlo a qualche chilometro di distanza. Aggiungendo poi, che fin dalle sue origini con le battaglie fra i Volsci e i Romani (Cisterna era un sito fondato dai Volsci) e fino al bombardamento, che alla fine della II guerra mondiale ne distrusse il 96% degli edifici, Cisterna è stata molto spesso nella sua storia un luogo di scontri e battaglie, risulta chiaro che la maggior parte dei reperti storici siano andati distrutti o giacciono tutt’ora nel seno della nostra terra. I Volsci fondarono due centri: Ulubrae (sita molto probabilmente nell'attuale borgo chiamato Prato Cesarino) e Suessa Pometia, città che raggiunse una certa importanza, tanto da imporre la sua autorità su una trentina di centri, i quali costituirono l'Ager Pometinus, poi Ager Pontinus e quindi Agro Pontino. Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo. Ulubrae, invece, dopo la distruzione di Suessa, ne accolse i superstiti e diventò municipium. Il centro, raggiunse anche una certa importanza, grazie alla vicinanza con la palude e i boschi, che costituivano una riserva di caccia per molti nobili romani. Molti autori hanno scritto delle ville che furono costruite qui, tra questi si ricordano Orazio, Plinio il Vecchio, Svetonio e Giovenale. Anche Cesare Ottaviano Augusto, secondo Svetonio, avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae. Quando furono avviati i lavori di costruzione della via Appia che collegava Roma alle città del Sud Italia, si sviluppò una stazione di sosta, con tre taverne che fu chiamata appunto Tres Tabernae. A Tres Tabernae i viaggiatori diretti a sud si rifocillavano, nutrivano e abbeveravano i propri cavalli e, all'alba del giorno seguente, proseguivano il loro viaggio verso sud con l’obiettivo di attraversare la palude pontina nel più breve tempo possibile al fine di minimizzare i rischi di contrarre la malaria. Tres Tabernae è citata negli Atti degli Apostoli, quando si descrive il viaggio di San Paolo verso Roma e si ricorda che l'"apostolo delle genti", qui fu accolto e ristorato dalla locale comunità cristiana, la quale lo accompagnò fino a Roma.
Intorno al III secolo d.C., le paludi conobbero una nuova espansione e l'abitato di Ulubrae fu allagato. I suoi abitanti, furono, così costretti a lasciarlo per trasferirsi a Tres Tabernae. Tres Tabernae crebbe progressivamente di importanza e diventò Sede Vescovile. Si sa che vi fu edificata una cattedrale paleocristiana, dedicata a San Paolo (in ricordo del passaggio dell'apostolo), di cui non è rimasta traccia.
Nel 307 vi fu assassinato l'imperatore Flavio Valerio Severo, ucciso dal luogotenente di Massenzio, Eraclio. Le invasioni barbariche, provocarono la distruzione delle opere di bonifica e quindi una progressiva espansione delle paludi, provocando il declino della città.
Nel 592 papa Gregorio Magno unì la sua diocesi a quella di Velletri. Subì diverse e micidiali devastazioni da parte dei Saraceni, fino a quella fatale dell'868, quando fu definitivamente distrutta. Gli abitanti di Tres Tabernae, decisero, costretti anche dall'espansione implacabile della palude, di trasferirsi sopra un piccolo colle. Il borgo conobbe una certa ripresa solo a partire dall'anno Mille, quando viene citata, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna. La tradizione vuole che questo nome derivasse da un'antica cisterna presente nel territorio, fatta costruire dall'imperatore Nerone per rifornire d'acqua la sua villa di Anzio. Tale cisterna è tuttora esistente nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Caetani, che sorse appunto sulla cima del colle. Quindi gli abitanti trasferendosi di qui, avrebbero iniziato a dichiarare di vivere "alla cisterna" e quindi "a Cisterna". Alcuni storici locali sostengono che in realtà il nome derivi dall'espressione di chiamare le località a sud di Roma, Terrae Cis Aeterna e quindi Terra di Cisterna. Fu quindi la città a dare il suo nome al contenitore d'acqua (appunto la cisterna). Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146. I Frangipane rafforzarono il borgo con una cinta muraria e con l'edificazione di una rocca.
Il 5 settembre 1159 fu eletto papa, il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome di Alessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall'Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Quest'ultimo, protetto dai Frangipane fuggì a Cisterna e quindi a Ninfa (attualmente la località fa parte del territorio comunale di Cisterna) dove fu incoronato Papa ufficialmente. L'Imperatore quindi decise di vendicarsi assediando i due abitati e distruggendoli. In seguito i Frangipane ricostruirono Cisterna.
Nel 1328 fu nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro. Gli abitanti però avvertiti da un velletrano, avevano già abbandonato da tempo il centro e vi ritornarono solo dopo due secoli.
Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu Bonifacio Caetani, ad intraprendere diversi lavori urbanistici per ricostruire Cisterna, distruggendo le rovine del castello e sostituendole con una residenza rinascimentale: il Palazzo Caetani, appunto. In seguito al riordino dei feudi e delle proprietà dei Caetani effettuati da Bonifacio che istituì un Principato e fece di Cisterna la capitale.
Alla fine del XVIII secolo Papa Pio VI avviò un massiccio progetto di bonifica, il quale però fu bruscamente interrotto dalla Rivoluzione Francese e dall'invasione del Lazio delle truppe napoleoniche. Quest'ultime, si dedicarono a distruggere le opere di bonifica avviate dal Papa, provocando il ritorno della palude, apportando a Cisterna un rovinoso declino. Inoltre la diffusione del brigantaggio, i quali sfruttavano le foreste della palude, per nascondersi, causò diversi morti e scontri con i Carabinieri.
Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo D'Azeglio, politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Il marchese, inoltre descrive alcuni momenti della vita quotidiana nelle paludi, dai rodei dei butteri, le passeggiate dei briganti nel centro cittadino e la festa patronale di San Rocco.
Nel 1890 Buffalo Bill, che con il suo circo di cowboy aveva fatto tappa a Roma e aveva sfidato gli italiani a domare i mustang (il fiero cavallo americano del West).
Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida, riuscendo a domare il cavallo ed entrando così nella leggenda. Si racconta che Buffalo Bill rimase così offeso per la sconfitta, che abbandonò l'Italia in fretta e in furia.
Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista. Cisterna fu dichiarato come il quartier generale dei lavori di bonifica, soprattutto dell'area settentrionale, su cui sorse successivamente la città di Littoria (oggi Latina).
Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria.
Il 22 gennaio 1944, gli Alleati tentarono uno sbarco ad Anzio, per cogliere alle spalle i tedeschi che si erano arroccati nei fronti sul Garigliano e a Cassino e conquistare Roma. Lo sbarco però fallì: una colonna di reparti scelti statunitensi, composto da circa cento uomini, guidata dal generale William Orlando Darby, si muoveva da Anzio verso Cisterna ma si incrociò casualmente in località Isolabella con una divisione tedesca, che aveva ben trecento unità al suo interno. Lo scontro fu fatale per gli americani: solo due soldati riuscirono a rientrare a Nettuno. La città di Cisterna riconobbe l'opera di questi soldati gemellandosi nel 1982 con la città americana di Fort Smith, nell'Arkansas, città nativa del generale Darby e titolando a quest'ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. Dopo lo scontro di Isolabella, gli americani avevano bruciato il "fattore sorpresa", e i tedeschi avevano preparato una linea difensiva compresa, al cui centro si trovava appunto Cisterna. La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti. La popolazione civile, in preda al panico, si rifugiò nelle grotte sotterranee di Palazzo Caetani. Si nascosero qui, circa quattromila dei settemila abitanti. Il 25 marzo, però i tedeschi, forti delle difficoltà alleate, che si erano impananti, decisero di sgomberare l'abitato, costringendo gli abitanti, (in quello che verrà chiamato l'Esodo Cisternese), a lasciare Cisterna. Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, le forze alleate sferrarono una dura offensiva (Operazione Buffalo). I tedeschi crollarono all'altezza di Borgo Sabotino e si videro costretti a cedere Littoria e si arroccarono su Cisterna. Gli Alleati, concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. I tedeschi si rintanarono allora dentro Palazzo Caetani ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio, si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro pontino erano completamente liberati ma la città era rasa al suolo con quasi il 96% degli edifici distrutti.
imageNel XIX secolo noi cisternesi eravamo tutti butteri, cow-boys: conoscevamo mandrie, pantani e paludi. E’ qui che nacque visse e morì Augusto Imperiali il più grande buttero d’Italia. A capo di un gruppo di otto compagni, Imperiali, buttero della Casata Caetani, l'8 marzo 1890 a Prati di Castello (Roma), vinse la sfida lanciata da Buffalo Bill nella doma di selvaggi puledri americani (i mustang) nell'arena del celebre spettacolo circense Buffalo Bill’s Wild West Show.
Il colonnello William Cody (Buffalo Bill) dopo aver organizzato nel 1882 “The Old Glory Blow-out” che è il primo spettacolo di rodeo mai tenutosi in America, decide di esportare il suo show in tutta Europa. Nel 1887 è a Londra, con una troupe di indiani, cowboys e cavalieri cosacchi di Zaporoje. Nel 1890 è di nuovo in Europa, per l’Esposizione Universale di Parigi, dove vince a cavallo una sfida con un campione di ciclismo. Da lì inizia una lunga tournèe in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Italia. Lo spettacolo si chiama Buffalo Bill ’s Wild West ed è così strutturato:
1. Ouverture musicale.
2. Grande sfilata guidata dal Colonnello Cody con la presentazione al pubblico del suo Congresso di Rough Roders of the World; indiani delle tribù Brule, Cheyenne, Ogolalla, Arrapahoe, cow-boys americani, cosacchi, cavalleria francese, cavalleria americana, czikos ungheresi, messicani, arabi, giapponesi, amazzoni americane.
3. Esibizione di cavalieri.
4. Manovre di artiglieria.
5. Foot-ball giocato da cavalli.
6. PoneyExpress, o il servizio di posta a cavallo prima della costruzione delle strade ferrate e delle linee telegrafiche.
7. Convoglio di emigranti nelle praterie e attacco di pellirosse.
8. Esercizi di cavalleria.
9. Audaci esercizi equestri.
10. Ladri di cavalli (scena di frontiera).
11. Messicani di Montezuma, lanciatori di lazo con il loro campione Vincenzo Oropeza.
12. Ultimo combattimento del Generale Custer, o battaglia del Lit le Big Horn, uno degli ultimi episodi della lotta contro gli indiani (25 giugno 1876).
13. JohnnyBaker, celebre tiratore americano.
14. Arabi e giapponesi e loro esercizi.
15. Apparecchio di salvataggio (corde di soccorso ecc.).
16. Cow-boys e cavalli selvaggi.
17. Il Colonnello Cody, tiratore a cavallo (Il Col.Codynon si serve che di fucile W inchester).
18. Cosacchi del Caucaso, manovre equestri.
19. Parate militari.
20. Attacco alla diligenza.
21. Corse equestri fra giovani indiani.
22. Zuali Devlin, americani.
23. Vita del Far West, con assalto degli indiani alle fattorie.
24. Saluto d’addio della troupe comandata da Buffalo Bill.
image Il 6 marzo 1890 Cody e il suo circo sono a Roma.Qui avvengono un incontro che ha dell’incredibile e un’epica figuraccia. Allo spettacolo di Buffalo Bill, alle pendici di Monte Mario (più o meno ove ancora oggi a Natale montano le tende i più prestigiosi circi d’Europa) accorrono circa ventimila persone tra cui tutto quello che oggi potremmo definire il jet-set dell’epoca composto da nobili e alti prelati. Il duca Onorato Caetani, che si era portato con se alcuni butteri e cavalli dalla tenuta di Cisterna, lancia la sfida: gli americani devono domare i cavalli italici, i butteri italiani devono domare quelli americani. I cow-boys americani riescono a domare i cavalli Italiani solo imbragandoli, legando loro la lingua e utilizzando altri riprovevoli espedienti. Il nostro Augustarello invece, prende al laccio un puledro lo monta a pelo e agitando il cappello in mano lo cavalca incurante degli sgroppi, calci e tentativi varii che il puledro applicava per scrollarselo di dosso. A doma avvenuta, senza mai cadere, scende da cavallo ed esclama:” Aho’ ce ne so’ altri?” Buffalo Bill non contento della figuraccia, scommette una cifre ingente che su una sfida articolata in più prove(presa al laccio, domatura, sellatura ecc.) e con più cavalieri gli italiani non possono vincere sugli americani. Tale sfida si svolgerà due giorni dopo a Prati di Castello. I butteri di Cisterna domineranno tutte le prove e Buffalo Bill non potendo onorare la scommessa, interromperà la tourne europea e abbandonerà l’Italia.
Augusto Imperiali nato a Cisterna il 27/08/1865 è morto il 18/12/1954 ed è tuttora sepolto nel nostro cimitero. Ancora oggi noi cisternesi pur non avendo più la palude e girando in automobile restiamo nell’animo sostanzialmente butteri: onesti e orgogliosi. Continuiamo a mantenere viva la tradizione di quell’epica sfida, prendendoci cura e dominando i nostri Mustang di ferro come se essi fossero il nostro bottino di guerra e ben sicuri di saperli apprezzare e conoscere meglio degli Americani stessi.
imageUn’altra peculiarità di Cisterna, sono le grotte scavate dall’uomo che si estendono per chilometri e chilometri e che si accedono più facilmente dall’interno di Palazzo Caetani. Ampie, lunghe e misteriose, le Grotte Caetani, dal cinquecentesco Palazzo che fu residenza estiva dei Caetani, si inabissano per circa 15 metri di profondità verso destinazioni sconosciute. Dal chiostro di Palazzo Caetani, si accede ad una scalinata a spirale percorrendo la quale si raggiunge un primo ambiente seminterrato, forse anticamente una cantina, oggi sede dell'artistico presepe che ogni anno richiama migliaia di visitatori. imageContinuando la discesa, si giunge ad un ampio corridoio centrale dal quale si diramano numerose gallerie che, raggiungendo i 15 metri circa di profondità, corrono sotto il borgo antico di Cisterna verso mete tuttora ignote. Ancora visibili sulla volta delle gallerie i colpi di scalpellino impressi nel "cappellaccio", un misto di tufo e pozzolana. La loro esatta origine non è facilmente identificabile. Una leggenda vorrebbe che l'imperatore Nerone le utilizzasse per rifornire di acqua la sua imponente villa di Nettuno. A noi piace pensare che esse siano l’accesso per il leggendario regno di Agarthi tanto caro ad occultisti ed esoterici.

Fonti: Zappedia - Wikipedia - leonardocolombati - cisterna.it -
Autore: Arrigo Spina