Saluto di Gaetano Pontesilli ai Motociclisti

Il viaggiatore è per sua natura un nomade, abituato a valicare i confini, attraversare le frontiere, per vedere cosa c’è oltre (per curiosità mentale, valido negli affetti, nel lavoro etc...). Per confrontare il quà e l’altrove, per raccontare e fare paragoni. Partire per un viaggio (anche piccolo) significa abbandonare uno stato d’animo fisico e mentale per cercarne un altro, lasciare qualcosa di sè, alla ricerca di una rinnovata identità, abban-donare il vecchio che non ci appaga, alla ricerca del nuovo. Il viaggio non è soltanto un puro spostamento di un individuo da luogo ad un’altro ma capire cosa lo abbia alimentato e la necessità di far capire ad altri gli scambi avvenuti per strada, saper allungare le braccia per abbracciare, le mani per carezzare gli occhi per comunicare il sorriso per rassicurare. Si parte per cambiare per rinnovarsi, ci si allontana dalle pro-prie abitudini, si cammina sul filo delle sfide, ci si mette alla prova, questa se non altro è l’illusione o la pulsione che anima il viaggiatore e in modo particolare chi và in moto, è lo SCOPRIRSI DENTRO. L’invenzione recente che a preservato i viaggiatori dall’imprevisto, li ha trasformati in TURISTI sottraendoli così il piacere della vera e propria intima scoperta, questa si chia-ma VACANZA, è il termine più usato quanto ci si riferisce al viaggio di piacere di una persona temporaneamente libera dal lavoro più il denaro a disposizione.Il TURISTA sfruttato commercialmente da idee non sue, cerca solo quello che la socie-tà del consumo ha fissato e programmato. Quando un programma è rispettato in ogni dettaglio o esigenza ci fa controllori del nostro pacchetto e neutralizza ogni imprevi-sto. Prima del turismo c’erano stati i viaggi e prima ancora le esplorazioni. Quello che a noi interessa sono i veri viaggiatori che con la mente aperta fanno delle scoperte che aumentano l’espansione della coscienza e del sapere. Quando si parte si è tutt’uno con la moto, nell’andare nei lunghi viaggi dobbiamo saper ascoltare l’incontro con le genti del luogo, altre vite altri colori o religioni, odori o usanze, ma stesse gioie e dolori stesse problematiche quotidiane, grandi sorrisi quasi fanciulleschi, abbracci innocenti o maliziosi che ti appagano perchè ricevi e dai una energia, a gente sconosciuta che non parlano neanche la tua lingua, che un Dio in certi luoghi a volte assente ma anche presente ci ha dato facendoci superare le amarezze e disillusioni. Dedico i miei viaggi a mio figlio Alessio che viaggia in un’altra dimensione e abita in un’altra casa dove a me per adesso non mi è concesso entrare neanche in sogno, nei viaggi mi accompa-gnano i suoi occhi e il suo cuore ardente.

Gaetano Pontesilli

ultimo aggiornamento: 26 mag 10

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